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mercoledì 17 settembre 2014

“La mia rosa McVitie's Original Digestive"

“Che cosa vuol dire addomesticare?” chiese il Piccolo Principe.
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’una dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
“Comincio a capire”, disse il Piccolo Principe. ” C’è un fiore…. Credo che mi abbia  addomesticato…” 



Ingredienti:
1 confezione di McVitie's Original Digestive
1 rotolo di pasta sfoglia già pronta
70 gr ricotta
30 gr crema alle nocciole



Ricavate dalla pasta sfoglia dei cerchietti con l’ausilio di una formina.


Amalgamate ben bene la ricotta con la crema alle nocciole.


Sbriciolate le Digestive McVitie’s.


Su ogni cerchietto di pasta adagiate un cucchiaino di crema e qualche pezzettino di biscotto. Chiudete a mezza luna sigillando con le dita i bordi. 


Ogni tre mezzelune formano una rosa. 


Delicatamente unite a modo di abbraccio i fagottini ripieni cercando di modellare i bordi.


Con i ritagli di pasta create il pistillo: una piccola pallina.


Procedete fino ad esaurire tutti gli ingredienti. 
Per mantenere la forma in cottura adagiate le rose in pirottini di carta.



Fate cuocere in forno caldo a 170 gradi per 25/30 minuti.
Una volta pronte spennellate con della glassa di cioccolato bianco.


Il Piccolo Principe se ne andò a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente” disse.
“Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio. “Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.”



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